#MOSTRE AL MVSA. LICEO ARTISTICO FERRARI NERVI DI MORBEGNO, GLI EX ALLIEVI

Il MVSA ospita nelle sale espositive a piano terra una mostra collettiva – divisa in due tappe a cura di MEVA events di Valentina Merizzi – per celebrare i 30 anni del Liceo Artistico Gaudenzio Ferrari di Morbegno. Si parte con il prologo (dal 15 al 17 maggio 2018) con installazioni, sculture, video, di quattro ex studenti: Elena Milani, Domenico Buzzetti, Barbara Aloisio, Alex Bombardieri. In seguito “Designing Creative”, esposizione collettiva delle opere e dei progetti eseguiti dagli attuali alunni (dal 19 al 27 maggio 2018).

Nel progetto vi è un legame ideale che connette le generazioni, alunni ex ed alunni, e come sottolinea l’Assessore alla Cultura Marina Cotelli: “I primi impegnati, forse per la prima volta, a misurarsi con il pubblico, i secondi a tendere la mano ai primi, e ad accompagnarli idealmente verso la vita che sarà. Se ogni scuola forma una comunità, quella del Liceo Nervi Ferrari è una comunità ancora più forte, perché perdura oltre il termine del periodo di studi”.

Alessandra Baruta, direttrice del MVSA, auspica che la mostra possa essere la prima di una lunga serie di collaborazioni con il Liceo Artistico Ferrari e con artisti giovani del territorio, rendendo un museo, storicamente ricco, complesso ed eterogeneo nei contenuti, ancora più aperto verso le molteplici voci creative e culturali della comunità, poiché esso è in continua evoluzione per stare al passo con i tempi e con i cittadini.

Accoglie il visitatore la scultura di Matilde Aloisio allestita al centro della corte, un totem che rappresenta il viaggio come iniziazione e ricerca della felicità, ispirandosi a L’Uccellino azzurro di Maeterlink. Segue nella prima sala un’installazione composta da un ombrello sul quale “scivolano” occhi a rappresentare lo sguardo sul mondo, le ciotole messe a terra li accolgono, ridando forma e organicità al corpo.

 Domenico Buzzetti predilige la fotografia, il video e la composizione sonora; lavora sul tema della memoria come realtà mutevole e instabile, nonché sull’approccio personale alla natura che viene percepita e vissuta con drammaticità poiché violata dall’intervento meccanico dell’uomo. Il suo è un lavoro che si basa sull’esperienza personale, su tutto ciò che vede intorno a sé, trovando attraverso la propria estetica una linea e un senso all’esistenza stessa.

Elena Milani è sensibile al tema della migrazione dei popoli e attraverso una delicata installazione a terra, un fondale marino composto di sabbia di quarzo e terrecotte smaltate; l’artista pone sulle bianche sculture una goccia rossa, a suggerire un taglio, una ferita, un dolore continuo, suggerito al contempo con fermezza e discrezione.

Il segno del paesaggio di alta montagna è fulcro del lavoro Alex Bombardieri, un trittico in ferro con al centro un calco in gesso e cenere eseguito su una piccola porzione di uno spazio nevoso, luogo caratterizzato da forte instabilità geologica; ai lati due monocromi di velluto blu scuro hanno una forte connotazione spirituale. I disegni a china raffigurano massi erratici (uno naturale e l’altro artificiale-architettonico) a rappresentare il lavorìo degli elementi e dell’azione umana nel tempo, e una valanga, immagine di un paesaggio romantico e sublime.

Elisabetta Sem

 

Nell’immagine fotografica la scultura di Matilde Aloisio nella corte esterna del MVSA (Foto ©MVSA)


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